20 Maggio 2019
  • 15:34 Mutui online, perché convengono
  • 15:33 Sono di nuovo in crescita i protesti nelle imprese
  • 10:42 I prestiti ai pensionati sono in enorme aumento

Le statistiche relative al 2018 segnalano una notevole crescita del credito online. Una crescita che non stupisce proprio alla luce del fatto che le tecnologie informatiche sono sempre più diffuse nel nostro Paese, non solo tra i giovani, ma anche tra persone di una certa età che dopo aver scoperto la comodità di dare vita a un gran numero di operazioni usufruendo della potenza di Internet decidono di non rinunciarvi più.

Oltre alla comodità di poter interagire con le aziende creditizie senza doversi muovere di casa al fine di recarsi in una sede fisica, vanno anche segnalati due altri fattori che sembrano spingere per una ulteriore diffusione dei prestiti online.

 

Semplificazione burocratica e convenienza

 

Gli altri due vantaggi prospettati dal credito online sono la notevole semplificazione dell’iter burocratico e la convenienza. La prima è resa

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Nel corso del 2018 sono tornati a crescere i protesti tra le imprese. A testimoniare la situazione è l’ultimo Osservatorio Cerved sui protesti, secondo il quale nel terzo trimestre dell’anno passato le imprese in protesto sono tornate a crescere e anche a ritmo sostenuto (+7,5%) per la prima volta dall’estate del 2017, con quelle dei servizi ed in particolare i trasporti e l’edilizia che risultano le più colpite.

Si tratta di un trend che ha in pratica unificato la Penisola, se si fa  eccezione per il Nord-Est, ove è stato invece registrato registrato un calo dell’1,1% complessivo, dato dovuto in particolare grazie al buon andamento di Trentino Alto Adige (-20%), Veneto (-5,1%) e Friuli (-1,8%). Particolarmente negativo è invece il dato collezionato dal Centro Italia, ove è stata registrata una crescita dell’11%), cui ha contribuito in

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Nel 2011 destò un certo scalpore il dato messo in evidenza da una ricerca condotta da un noto sito online dedicato al mondo del credito. In quel rapporto, infatti, emerse come proprio nel corso di quell’anno il 6,5% dei prestiti legati al credito al consumo era stato erogato a pensionati. Per capire meglio le dimensioni del fenomeno occorre però ricordare proprio le cifre che lo distinsero: in pratica ben 360mila anziani che avevano lasciato il lavoro avevano deciso di avviare le pratiche tese ad accedere al credito al consumo. Un vero e proprio esercito che rappresentava la spia più evidente di una situazione in fase di deterioramento. Secondo gli esperti, infatti, gli anziani in questione avevano deciso di chiedere i prestiti in questione al fine di sostenere il reddito di figli e nipoti, che magari a causa di

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