Giardinaggio e Cane: abbinata impossibile?

Per chi ha l’hobby del giardinaggio, il condividere il proprio giardino con un cane può divenire un gran problema. Scopri come tenere il cane in giardino.

Ma è possibile conciliare la nostra passione per quest’arte naturale con la voglia di avere un amico a quattro zampe?

Personalmente, penso che dipenda dalla disponibilità del proprietario ad accettare dei compromessi con il proprio cane.

Dobbiamo tener conto che, per molte razze, soprattutto quelle da caccia e terrier, è l’istinto che li porta a scavare buche in giardino e non, come spesso si crede, il voler farci un dispetto.

Primo consiglio, quindi, è ponderare bene la scelta della razza se si vuole un giardino perfetto.

Se, invece, il cane scavatore e già con noi, allora bisognerà cercare di correre ai ripari.

Teniamo conto che, molte volte, grazie allo stretto rapporto che hanno con i proprietari, spesso i cani tendono ad imitare i padroni e questo può essere molto dannoso se ci osservano mentre scaviamo per piantare fiori o tagliamo piante; i nostri amici potrebbero sentirsi in diritto di fare altrettanto, naturalmente
a loro modo, con non pochi danni al nostro lavoro.

Prima regola, quindi, non far assistere il nostro cane alle nostre opere del giardinaggio ma chiuderlo, magari, momentaneamente in casa o in garage per poi farlo uscire al lavoro terminato.

Se, invece, non si tratta di un fenomeno d’imitazione, allora bisognerà cercare la causa altrove, magari sul fatto che lasciamo il nostro cane troppo spesso e troppo lungo a casa da solo e questo lo porta sfogare la noia o la frustrazione con un comportamento distruttivo.

Se questo è il nostro caso, allora dovremo cercare di ridurre il tempo nel quale cane resta solo e, quando invece dovrà restare a casa, gli lasceremo qualche osso e giochino per sfogarsi; questi ultimi verranno prontamente ritirati al nostro ritorno.

Un altro problema che i proprietari di giardini e cani riscontrano è quello dell’orinazione su piante e siepi.

Un sistema efficace, ma non comodo, sarebbe quello di abituarlo a portarlo fuori nelle ore dei bisogni come se vivessimo in appartamento in modo che si abitui ad espellere fuori e non dentro.

Se, invece, nelle vicinanze ci sono o passano spesso altri cani, soprattutto maschi, il problema potrebbe essere legato alla marcatura del territorio come segnale odoroso per avvertire i concorrenti della proprietà del terreno.

In questo caso, soprattutto se abbiamo un maschio e se molto territoriale, difficilmente gli faremo perdere quest’abitudine anche perché non è giusto andare contro qualcosa di così istintivo e primordiale nel cane come la difesa e il controllo della propria proprietà.

Un piccolo consiglio che posso dare per quei cani che invece amano attraversare, e così rompere, le siepi è quello di tirare una cordicella all’altezza del petto del cane per tutta la lunghezza della siepe in modo che l’animale sia portato ad aggirare l’ostacolo non ad attraversarlo.

La cosa migliore, comunque, sarebbe poter adibire una parte del nostro giardino per il cane dove gli sia concesso lo scavo di buche e l’ orinazione; nel resto del giardino invece, quando colto sul fatto, una sgridata unita ad una bella
secchiata d’acqua improvvisa sarà sicuramente un valido deterrente.

Cosa importante è, comunque, non pensare che il cane combini quelli che a noi sembrano disastri perché ci vuole punire o perché vuole farci dei dispetti; lo fa perché in natura il giardinaggio non esiste e l’istinto lo porta a compiere azioni che a noi uomini civili sembrano inadatte, ma che per lui sono completamente naturali.Importante, quindi, è avere pazienza e comprensione e trovare
un punto d’accordo nel quale ognuno rinuncia a qualcosa, sia il nostro cane siano noi padroni.

DESTRO O MANCINO?

In effetti, questa è proprio una bella domanda, nel senso che , come per noi uomini, lo scambiare un cane mancino per destro potrebbe avere ripercussioni negative
sull’apprendimento e sull’educazione.

Capirlo per tempo, inoltre, dovrebbe essere essenziale se il nostro compagno
sta intraprendendo una qualsiasi carriera sportiva. Il motivo per cui noi uomini nasciamo mancini o destri non è ancora molto chiaro ma si è portati a pensare che l’ipotesi più accreditata sia che tutto dipenda da un gene che favorisce il destro e che, ovviamente, non è presente nel mancino.

Ma per i cani è la stessa cosa?Da esperienze dirette soprattutto nelle fasi d’addestramento ma anche nell’osservazione della vita quotidiana, si è
più propensi a pensare che esista anche nel cane una parte dominante.

Come facciamo a capire se il nostro cane è destro o mancino?

Se il nostro è un cane “da casa”, cioè è uno splendido esemplare da compagnia,
allora potremo attuare dei semplici test come ad esempio grattargli la testa dietro all’orecchio, aspettare che il cane scateni il riflesso di “pedalaggio” con una delle zampe posteriori e annotare quale usa, oppure potremo osservare che zampa usualmente alza per richiederci il cibo o se gli chiediamo di porci la zampa.

Un metodo simpatico che suggerisce la sig.ra Berruto è quello di porre un oggetto (come un pezzo di cibo) lontano dalla portata del cane, magari infilato in mezzo a due oggetti, in modo che sia costretto ad usare una delle due zampe per cercare di
raggiungerlo.

Se, invece, il nostro amico a quattro zampe, oltre ad un cane da casa, è anche un cane che svolge qualche attività sportiva con noi (agility, utilità e difesa,
obedience ecc.), allora potremo notare altri particolari più tecnici durante le fasi dell’addestramento come ad esempio se nel salto con riporto, al ritorno, se gira a destra o a sinistra, se nell’invio in avanti il cane tende a deviare verso una delle due parti oppure se, all’inizio dell’insegnamento del dietro-front nella condotta a guinzaglio vediamo che non gli viene naturale girare immediatamente con noi sulla destra.

In ogni caso, comunque, ritengo sia importante scoprire anche questo lato del nostro cane che lo differenzia l’uno dall’altro in modo da capire meglio il suo modo
di ragionare per agevolarlo sia nell’apprendimento che nella vita quotidiana.

I CANI CAPISCONO QUANDO PARLIAMO?

Molti di noi, soprattutto chi ama il rapporto con il proprio cane, ama parlargli anche se, a volte, risulta difficile confessare agli altri questa nostra strana abitudine soprattutto se l’interlocutore non è un cinofilo appassionato come
noi.

Ancora più imbarazzante è l’essere guardati con occhi strani quando, sovrappensiero, siamo intenti a colloquiare con il nostro fedele amico e ci rendiamo tutto d’un tratto contro, di sembrar di star parlando con un bambino.In effetti è proprio così, e, per questo strano linguaggio, è stata coniata anche una parola: “doggerel”.

Questo modo di parlare risulta molto simile al modo di parlare degli adulti con i bambini, frasi corte, semplici, molte volteinterrogative e spesso piene di vezzeggiativi e nomignoli.

Ma come reagisce in nostro cane a questa nostra consuetudine?

Il cane ascolta tutto quello che diciamo ma nelle nostre frasi spiccano, ed assumono un senso per lui, le parole che già conosce (“pappe” “parco” “fuori”
“bagno”);

il resto del discorso ha un valore positivo se nostro tono è pacato, rassicurante, dolce, quasi melodico, ne ha invece uno negativo se le nostre parole verranno pronunciate velocemente, con secchezza e ad alta voce.

Oltre all’importanza del tono, è utile anche ricordare che i cani comunicano fra loro soprattutto attraverso le postura del corpo; la nostra mimica facciale, in nostro modo di porci e i nostri gesti avranno, quindi, un significato importantissimo.

Si può dedurne che un cane riesca sì a comprendere il significato di una parola ma che questa possa assumere diverse valenze a seconda di come viene pronunciata.

Facciamo un esempio classico e citiamo il nome del nostro fedele amico: il nostro “Fido” potrà venir chiamato in modo tenero per farlo venire a noi oppure in modo deciso quando lo si sarà accolto in fragrante in qualche misfatto.

Eppure, il cane, a seconda della situazione, saprà benissimo che vogliamo comunicargli qualcosa di diverso pur avendo usato la stessa parola.

Teniamo anche conto che, secondo recenti studi, se il nostro cane ha la fortuna di viverci accanto e di passare parecchio tempo in famiglia, potrà imparare anche fino a 200 parole umane, questo sempre tenendo conto della predisposizione all’attenzione e all’imparare.

Per citare un esempio, una Labrador Retriever sarà sicuramente molto più portato ad imparare cose nuove di un cane nordico, soggetto molto più autonomo ed
indipendente.

In definitiva, parlare con un cane va bene ma teniamo però presente che non dobbiamo diventare per lui una voce di sottofondo continua; questo, infatti, produrrebbe un effetto negativo sul nostro rapporto in quanto in nostro compagno si assuefarebbe alla nostra voce e risulterebbe meno reattivo nei nostri confronti
negli esercizi di obbedienza.

Importante quindi parlargli ma anche, molte volte, osservarlo in silenzio.