24 Agosto 2019
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Il prestito cambializzato è una forma creditizia che è tornata nelle grazie dei consumatori italiani nel corso degli ultimi anni, dopo un periodo in cui era diventato un prodotto abbastanza residuale. Un revival che probabilmente si spiega proprio con il fatto che molti consumatori, per motivi vari, non sono in grado di trovare ascolto presso il sistema creditizio se non alzando la posta, ovvero presentando garanzie in grado di convincere gli enti consultati a concedere il finanziamento richiesto. In tal senso il prestito cambializzato trova un notevole consenso dalle aziende che lo praticano, in quanto la presenza di un titolo esecutivo mette la concessionaria al riparo da pessime sorprese: nel caso in cui l’utente non paghi una cambiale, viene ritirato al suo posto il bene ipotecato.

Chi intenda saperne di più, e magari cercare di capire meglio i pericoli insiti in una formula di questo genere, può comunque informarsi su prestiticambializzatisulweb.it, vera e propria guida in grado di indirizzare al meglio i consumatori e chiarire il quadro di riferimento.

 

La firma digitale sulla cambiale è valida

 

Se sono molti gli enti creditizi che accettano prestiti cambializzati, va anche detto che il novero non comprende gli istituti bancari più importanti, come ad esempio Mediobanca, Monte dei Paschi di Siene, Unicredit, Banco Santander o Deutsche Bank. La conseguenza di questa latitanza è che in molti casi chi è interessato al prestito cambializzato non trova una risposta sul territorio a causa della presenza eterogenea delle finanziarie che li erogano. Proprio in considerazione del fatto che in taluni casi può venirsi a realizzare una distanza fisica di notevole importanza tra il richiedente e l’istituto di credito consultato all’uopo, il Consiglio Nazionale del Notariato ha provveduto a deliberare la validità delle firma digitale apposta su una cambiale. Una decisione derivante proprio da una attenta rilettura dei campi normativi inerenti tale argomento e dalla considerazione che soltanto in tal modo è possibile unificare sotto questo punto di vista i tanti consumatori presenti lungo lo stivale. Va comunque precisato come le indicazioni provenienti dal Consiglio Nazionale del Notariato se da un lato rendono possibile ricorrere alla firma digitale, dall’altro lato non obbligano le finanziarie ad accettarla al posto della classica cartacea.

 

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